Pubblicato: venerdì 20 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 6 min.

Alleanza Civica Molise (manifesto per un nuovo civismo del bene comune)

di ANTONIO D’AMBROSIO

OLTRE IL POLITICISMO PER UNA NUOVA FASE DELLA POLITICA MOLISANA.

La politica ‘locale’ appare sempre più divisa e lacerata. I vertici dei partiti intrappolati in una incontenibile ‘deriva autoreferenziale e politicista. Di fronte ad una situazione di vera e propria crisi strutturale che ha investito l’economia molisana sarebbe necessario un moto unitivo costruito, innanzitutto, sulle risposte alle istanze ed alle preoccupazione provenienti da una società schiacciata sotto il peso di una drammatica emergenza sociale. Invece, i vertici dei partiti sono tenacemente impegnati nella mera ricerca di appoggi personali. Impegnando le proprie energie, unicamente, per conquistare i signori dei voti. Con l’unico scopo di sommare i voti per rimanere in sella o salirci. L’emergenza Molise è il risultato delle ricette sbagliate ispirate al pensiero unico neo-liberista poste in essere dai governi regionali, e non solo, che si sono succeduti dopo la crisi del 2008. Esse ci consegnano uno scenario caratterizzato da un indebolimento dei due pilastri del nostro vivere relazionale: la famiglia e l’impresa. Indebolimento alla cui origine troviamo: la crisi strutturale del sistema delle piccole medie imprese locali, l’impoverimento del ceto medio, la precarizzazione del lavoro e la disoccupazione giovanile. A cui si aggiunge la ripresa dell’emigrazione giovanile e lo spopolamento e desertificazione sociale di buona parte dei comuni molisani. Fenomeni che segnalano, nel loro insieme, un drammatico squilibrio strutturale tra popolazione e risorse che è all’origine di una diffusa perdita della speranza per il futuro e della certezza di un presente dignitoso. Per queste ragioni ogni ipotesi di costruzione o ricostruzione di un aggregazione riformatrice non può non partire dalla presa d’atto del fallimento delle politiche sin qui perseguite. Ed assumere, quindi, come necessità il ritorno della politica come attività diretta alla cura del bene comune. Finalizzata a creare le condizioni per riavviare lo sviluppo e la crescita sostenibile del territorio, e promuovere, nel contempo, politiche di inclusione sociale e di contrasto alle diseguaglianze.

COSTRUIRE UN BLOCCO SOCIALE COME MOTORE DEL CAMBIAMENTO

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Dalla crisi del 2008 il Molise esce con un sistema politico tripolare e/o quadripolare. Una frantumazione preoccupante figlia delle ‘mancate risposte’ della politica rispetto ai problemi sociali più urgenti. Da cui si è alimentata una drammatica crisi di rappresentanza che nessuna narrazione o favola elettoralistica potrà colmare. Allo stato c’è un ‘campo vuoto’ da rappresentare. E’ su questo terreno occorre recuperare una identità e visibilità ripartendo dai temi della crisi e della loro soluzione all’interno di una visione nuova e sentieri inesplorati capaci di esaltare e valorizzare i nostri territori mobilitando le risorse materiali ed immateriali, di cui il Molise dispone. Ma fare questo significa, innanzitutto, individuare le forze motrici da mobilitare a sostegno delle azioni da intraprendere. Abbandonando lo schema politicista della prospettiva neo-centrista dei cartelli elettorali per-vincere. E puntare a ricostruire una rappresentanza dei ‘nuovi esclusi’ (giovani precari, classe media ‘impoverita’, disoccupati di mezza età) sottraendoli ai populismi o alle paure sovraniste. E promuovere una strategia di ricomposizione di un blocco sociale che sappia riconnettere queste forze alle componenti più dinamiche del ceto medio produttivo che accetta, inoltre, la sfida dell’innovazione e della competitività all’interno di una concezione che punti al sostegno della domanda e della difesa dei diritti dei più deboli. Una nuova strategia, quindi, che punta ad aggregare ‘le vittime della crisi’ con pezzi di società civile ( ambientalismo, cattolicesimo sociale, volontariato, forze sociali, intellettuali ) che comprendono e condividono l’importanza della sfida. Evitando l’errore tragico di pensare che “ i partiti coincidano con la rappresentanza”.

NUOVE PAROLE ED UNA NUOVA PRASSI PER ANDARE OLTRE L’ EMERGENZA.

L’apertura di nuova stagione politica non può prescindere da una classe dirigente che costruisce la sua credibilità sulle idee e sulle soluzioni nuove che riesce mettere in campo per il governo della regione. Una costruzione frutto di uno sforzo comune incentrato sul fare-comunità privilegiando il metodo della condivisione e della partecipazione. L’emergenza –Molise rende necessario, oltre la promozione della cittadinanza attiva ( con nuovi metodi incentrati sulla responsabilità e la partecipazione), sulla condivisione ed uso di ‘nuove parole’ su cui un blocco sociale e politico trova le ragioni della propria unità e le traduce in obiettivi concreti. QUESTIONE MORALE. Nel Molise, come in Italia, gli intrecci tra politica e gestione hanno dato luogo a situazioni di palese conflitto e di illegalità cui occorre porre rimedio. Le istituzioni devono essere liberate dalla occupazione da parte dei partiti e delle lobby di potere restituendole alla società attraverso una gestione trasparente e competente.

PIU’ SOCIETA- MENO MERCATO.

La crisi del 2008 ha mostrato che il mercato lasciato a se stesso produce povertà ed una concentrazione della ricchezza incompatibile con la giustizia, la inclusione e lo sviluppo sostenibile. Pertanto occorre abbandonare le politiche neo-liberiste (tagli lineari della spesa – riduzione dell’intervento regolatore dello Stato- esaltazione degli ‘spiriti animali’ e dell’individualismo egoista) e riscoprire lo spirito di comunità nel perseguimento del bene comune.

TERRITORIO E CITTADINANZA ATTIVA.

Il territorio deve tornare ad essere lo spazio privilegiato dove ritrovare e ricostruire una trama di relazioni comunitarie ed nuova socialità per esercitare le virtù civiche in un nuovo concetto di governo che punti al primato della governance.

CENTRALITA’ DEL LAVORO E ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE.

Occorre contrastare la fine del lavoro, unica attività capace di ridare dignità e senso del vivere a chi non lo ha. Questo tema trascina con sé quelli dello sviluppo di un paese che va a pezzi, delle scelte di politica economica, degli indirizzi degli investimenti, della capacità di intervento dello Stato.

UN’ALLENZA CIVICA PER RIORGANIZZARE I LUOGHI DELLA POLITICA

Riorganizzare i luoghi ed i modi della politica attraverso una grande ed inedita alleanza civica, quale strumento all’interno del quale il variegato universo di chi pensa sia necessario ‘fare qualcosa per rilanciare su nuove basi il Molise’ possa trovare la propria anima e la spinta propulsiva risulta essenziale per dare voce a ai tanti, soprattutto i giovani, non si sentono più rappresentati. E consentire loro di decidere sul proprio destino, utilizzando saperi competenze di cui dispongono. La bussola che deve guidarci è il rinato interesse per il territorio e la sua tutela nella logica di un localismo virtuoso basato su un nuovo rapporto tra cittadinanza attiva e poteri locali che riconosce il primato della governance sul governement. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze ( associazioni e persone accomunate dal desiderio di coltivare le virtù civili ed il bene comune ) ad unirsi e farsi parte attiva della costruzione di un movimento tra chi non ha perso la speranza che è possibile fare del Molise una terra ospitale ed inclusiva.

 

CONFERENZA STAMPA SABATO 21 OTTOBRE ORE 10.20 “BAR SOTTOVENTO” – MARINA di SAN PIETRO -TERMOLI

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