Pubblicato: martedì 17 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Lavori di utilità sociale, anche il Comune di Macchia d’Isernia si affida ai migranti

È stato sottoscritto stamani, presso il Palazzo del Governo, un altro protocollo d’intesa per il coinvolgimento dei migranti in attività di utilità sociale. Dopo la positiva esperienza avviata già dallo scorso anno con alcuni comuni della provincia sede di CAT e/o SPRAR (Agnone, Cantalupo nel Sannio, Frosolone, Pesche, Montaquila, Rocchetta a Volturno, Sant’Agapito e, più recentemente, San Pietro Avellana, Isernia e Castelpizzuto), anche il comune di Macchia d’Isernia ha voluto aderire all’iniziativa, che ha come finalità quella di avviare percorsi volti a superare la condizione di passività dei migranti e favorirne l’integrazione nel tessuto socio-economico e culturale del nostro Paese. Questa “buona pratica” – che consente di realizzare servizi utili per le comunità ospitanti (ad esempio, lavori di pulizia delle strade, sfalcio, manutenzione del verde) praticamente a “costo zero” – è stata riconosciuta dal punto di vista normativo attraverso una disposizione introdotta dal decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 che assegna ai Prefetti il compito di adottare ogni iniziativa utile mediante la stipula di protocolli di intesa con le regioni, i comuni e le organizzazioni del terzo settore, anche attraverso la realizzazione di progetti da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo, progetti che saranno esaminati con priorità, ai fini dell’assegnazione delle risorse, qualora riguardino comuni che già abbiano aderito alla rete SPRAR. L’impiego dei richiedenti asilo in attività di utilità sociale rappresenta, inoltre, uno dei tasselli della strategia delineata nel “Piano Nazionale Integrazione”, approvato lo scorso 26 settembre dal Tavolo di Coordinamento Nazionale presieduto dal Ministro dell’Interno, in un quadro non più emergenziale ma di gestione condivisa del fenomeno secondo il modello della governance multilivello, che prevede il coinvolgimento di Regioni, Enti locali, Amministrazioni territoriali e Terzo settore, tutti chiamati a sviluppare un’azione coordinata che consenta il pieno inserimento degli stranieri nelle comunità di accoglienza.

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