Pubblicato: sabato 14 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Motivata la sentenza di Bari: assoluzione piena, comma 1

di TONINO DANESE

Depositate le motivazioni della sentenza di Bari: assoluzione piena, comma uno. In 157 pagine il giudice ha spiegato la completa e totale innocenza del magistrato Fabio Papa e della giornalista Manuela Petescia rispetto alle accuse di Frattura e Di Pardo, ora indagati per calunnia: “Non c’è formula dubitativa” ha detto Manuela Petescia “Non c’è stata alcuna cena né ricatto”. E annuncia una conferenza stampa.

Il giudice Antonio Diella ha depositato le motivazioni della sentenza di Bari con cui il 4 maggio scorso aveva disposto l’assoluzione con formula piena del nostro direttore, Manuela Petescia, e del magistrato Fabio Papa, accusati dal Governatore Paolo Frattura di aver organizzato una cena a fini estorsivi. 157 pagine con cui il giudice motiva questa assoluzione con il comma UNO (dunque piena, appunto) da tutti i reati loro ascritti. I passaggi più significativi della sentenza riguardano la EVIDENTE ASSENZA DI UNO SPESSORE DI CREDIBILITA’ del denunciante Frattura e del suo testimone Di Pardo: il loro racconto, postumo di 14 mesi rispetto al tempo in cui il reato si sarebbe consumato – e privo di una data – è risultato infatti, scrive Diella, CONFUSO e CONTRADDITTORIO, mentre le analisi tecniche sui tabulati e sulle celle telefoniche – scrive sempre il giudice, nero su bianco – NON SOLO NON FORNISCONO LA PROVA DELLA CENA MA, ANZI, LA ESCLUDONO VEROSIMILMENTE. Per quanto concerne la calunnia, invece, il giudice non si pronuncia – non essendo tecnicamente il dominus dell’azione penale -ma sollecita la Procura a verificare il materiale di interesse emerso dalle sue stesse motivazioni. E infatti la Procura di Bari ha già iscritto, sin dal deposito del dispositivo, cioè sin dal mese di maggio del 2017, Frattura e Di Pardo nel registro degli indagati per calunnia. Manuela Petescia ha comunque annunciato una conferenza stampa che terrà nelle prossime ore, unitamente agli avvocati Arturo Messere, Erminio Roberto e Paolo Lanese, nonché l’imminente pubblicazione di un libro che raccoglie gli atti giudiziari del processo di Bari. Atti giudiziari per i quali risultano peraltro indagati, insieme al governatore Frattura, anche i vecchi dirigenti della Squadra Mobile di Campobasso.
******
Intanto in merito alle motivazioni della sentenza è intervenuto uno degli avvocati del Governatore Frattura, l’avvocato Marco Franco. “Le sentenze non si commentano ma si impugnano”, ha detto il legale, “In questo caso le motivazioni non ci convincono affatto e saranno quindi sottoposte al vaglio di un Giudice Superiore”.

E intanto il direttore di Telemolise Manuela Petescia ha sporto una nuova querela per diffamazione contro il quotidiano on line Primonumero per la surreale ricostruzione delle motivazioni della sentenza di Bari, ricostruzione, di fatto, inventata di sana pianta, come del resto la stragrande maggioranza degli articoli su questa vicenda finora pubblicati.

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare i seguenti tags html: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 
Il Giornale del Molise, reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001 - Editore E.I.S. srl – via San Giovanni in Golfo Z.I. 86100 Campobasso – P.IVA 01576640708
Editorialista Pasquale Di Bello - Direttore responsabile Manuela Petescia

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi