Pubblicato: domenica 17 settembre, 2017 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Quale centrodestra per il Molise? La posizione del Sen. Ulisse Di Giacomo

QUALE  CENTRODESTRA  PER  IL  MOLISE ? (*)

Da quasi un anno i responsabili di alcuni dei partiti che fanno riferimento al centrodestra si riuniscono tra loro per discutere di un unico punto all’ordine del giorno:   indicare un nome di  candidato alla presidenza della Regione Molise.

Finora non si è pervenuti a nessuna conclusione, naturalmente, perché è sbagliata la forma, è sbagliato il metodo ed è sbagliato il percorso.

Infatti, per affrontare con una minima speranza di successo gli impegni elettorali della prossima primavera il percorso è obbligato:

– prima bisogna scrivere, condividere  e rendere pubblico un programma;

– poi sul programma costruire  la coalizione;

–  infine individuare un candidato, o una rosa di candidati, che possa  rappresentare il programma e la coalizione.

Il  programma.  

Per chiedere il voto ai molisani il centrodestra deve stilare un programma che sia alternativo alla sciagurata attività politica portata avanti dal centrosinistra in questa legislatura, un programma fatto di pochi punti ma che sia orientato ad affrontare i problemi prioritari di questa regione: il lavoro e l’occupazione , la sanità, lo sviluppo economico,  la difesa del territorio e, non per ultima visti gli ultimi avvenimenti, la legalità e la trasparenza negli atti amministrativi  (punti questi ultimi sui quali  il centrodestra è stato colpevolmente assente…).                                                                                     Un  programma chiaramente alternativo alla politica portata avanti dal centrosinistra è assolutamente la priorità, ed è l’elemento discriminante  per far parte della coalizione; in caso contrario,  non si capirebbe perché i molisani dovrebbero cambiare il governo di questa regione per continuare a praticare la stessa politica.

Ad esempio, in tema di sanità,  cosa si intende proporre ai cittadini?

La reiterazione del modello privatistico di Frattura, che ha portato alla distruzione del sistema,  oppure una sanità pubblica di qualità che garantisca a tutti almeno le prestazioni vitali ed elementari, sanità completata e non sostituita dalla sanità privata  convenzionata?

Se si intende affermare la seconda ipotesi, è chiaro che della coalizione non può  far parte chi vorrebbe invece continuare a sostenere la sanità privata.

E’ ovvio, quindi, che le proposte programmatiche  sulla sanità,  sul lavoro, sullo sviluppo e sulla  legalità,  rese pubbliche prima e non dopo le elezioni, sono preliminari e discriminanti rispetto alla composizione della coalizione e a chi ne debba far parte.

La coalizione.   

Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che i partiti, pur essendo una componente  importante di uno schieramento elettorale, da soli non sono sufficienti per vincerle.                                        E’ necessario coinvolgere la  società, i comitati civici, i movimenti popolari, singole personalità che rappresentano i valori non solo del centrodestra ma anche del territorio.                                                            E’ necessario, insomma, che i partiti recuperino tutte le energie utili ad allargare il fronte della coalizione, cosa che finora nel Molise non è stato fatto, dimostrando una autoreferenzialità che non porterà da nessuna parte.  Anzi, in Molise si sta facendo di tutto per escludere componenti importanti e storiche del centrodestra molisano, come dimostra il caso Iorio e la pregiudiziale nei suoi confronti, perché se qualcuno pensa che Iorio non sia il migliore dei candidati possibili, è  altrettanto vero che senza Michele Iorio nella squadra il centrodestra non vincerà mai, a meno che qualcuno si sia convinto che in Molise si vincerà comunque, visti i sondaggi nazionali  favorevoli.

 Il candidato                                                                                                                                                                  Dopo questi passaggi la scelta del candidato sarà molto più facile e condivisa.

Non potrà che essere un candidato visibilmente alternativo a Frattura e al centrosinistra, un candidato che in questi anni  abbia dimostrato di essere contro questo sistema politico fatto di corruzione, di interessi privati  e di connivenze, e che agli occhi della gente che dovrà esprimere il voto rappresenti la coerenza dei comportamenti e una speranza per il futuro.

Queste le considerazioni che mi sento di fare  per evitare che si commettano errori irrimediabili.

Partire dalla ricerca di un nome è il modo peggiore per trovare una soluzione vincente.

(*) Q

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