Pubblicato: domenica 13 agosto, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese “Decreto trivelle”. Il Molise non impugna il provvedimento del MISE. Legambiente protesta

Il decreto del Mise (il Ministero per lo sviluppo economico) è del 7 dicembre 2016; prevede una deroga al divieto di nuovi pozzi e nuove piattaforme entro le 12 miglia.

Diverse Regioni (Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Marche e Veneto – a cui bisogna aggiungere i Comuni di Vasto e Pineto) hanno presentato ricorso, l’ennesimo, contro il ministero. Il Molise no. I termini per l’impugnativa sono scaduti e l’inerzia della massima istituzione regionale ha scatenato la reazione di Legambiente Molise, il cui Presidente, Manuela Cardarelli, ha fatto sapere che “La Regione Molise ha perso un’occasione per tutelare il suo mare”.

E ciò è grave se si considera che la costa molisana non è immune dalla minaccia di nuove trivellazioni. Le concessioni di coltivazione attive in mare sono 6, di cui una proprio tra Vasto e Termoli (il “Rospo di Mare” di Edison), che con le sue 4 piattaforme e 29 pozzi ha estratto nel 2016 oltre 178mila tonnellate di greggio, il 25% del totale estratto nello stesso anno. Questa concessione scadrà nel 2018, ha una estensione di 369,6 kmq, non produce gas, ha 1 pozzo non produttivo al suo interno e ricade entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Il decreto, per i titoli di concessione già concessi, come nel caso di Rospo di Mare di Edison, permetterebbe alle compagnie petrolifere di continuare ad estrarre anche oltre la scadenza, in pratica fino a fine ciclo vita del giacimento, aprire nuovi pozzi e nuove piattaforme anche entro le 12 miglia.

«La Regione Molise – ha aggiunto il Presidente di Legambiente Molise, Manuela Cardarelli ha mancato la scadenza del 1° agosto per opporsi al decreto che definisce il disciplinare per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari su prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Non capiamo l’immobilismo di questa scelta e chiediamo ora alla Regione un impegno serio e più concreto a tutela del nostro mare».

Il dato di fatto c’è. Ora si attendono risposte. Nel frattempo – vista l’efficacia del decreto non impugnato dalla Regione Molise – le trivellazioni nel mare adriatico, entro le 12 miglia, continuano.

pi.sal.

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Editorialista Pasquale Di Bello - Direttore responsabile Manuela Petescia

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