Pubblicato: mercoledì 09 agosto, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Isernia. Ferrovie disastrate, il ministro Delrio: interverremo per ridurre i disagi dei pendolari

Ci vorrebbe un ministro al giorno per far arrivare i treni diretti in Molise puntuali e senza guasti. Quello con a bordo Graziano Delrio, è arrivato addirittura con tre minuti d’anticipo alla stazione di Isernia, qualche istante dopo l’annuncio dell’ennesimo ritardo del regionale diretto a Roma. In ogni caso tutti questi disagi – ha assicurato il ministro delle infrastrutture e i trasporti – saranno superati con i nuovi investimenti previsti, a partire dalla velocizzazione ed elettrificazione della linea Venafro-Campobasso. Questa giornata – ha aggiunto – è destinata a cambiare la storia dei trasporti in Molise: “Il viaggio in treno da Roma verso il Molise mi ha fatto vedere quanto sia bella la vostra regione. Oggi – ha detto ancora – sono qui per dire che non esiste una periferia, né utenti di periferia. Non era stato potenziato il trasporto regionale perché risorse non c’erano. Lo Stato ha trasferito 32 miliardi, contro i 4 del periodo precedente, e abbiamo potuto programmare con le regioni. Il trasporto regionale è al centro dell’attenzione delle politiche nazionali. Si tratta di un lavoro complesso per dare sviluppo ai territori e servizi migliori agli utenti. Sono a conoscenza dei disagi vissuti dai pendolari molisani – ha aggiunto – Gli interventi che abbiamo messo in campo servono proprio ad evitare che si ripetano”. La firma dell’intesa per le Ferrovie del Molise c’è stata al termine dell’incontro organizzato al Comune di Isernia. Anche l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, ha detto che con l’elettrificazione della linea le cose sono destinate a cambiare in meglio. Ma a lasciare perplessi sono i tempi previsti per la realizzazione dell’opera. Si comincia non prima del 2019, per finire nel 2022. Forse. Anche per questo più di qualcuno in realtà è convinto che questa sia stata solo una passerella dal sapore propagandistico-elettorale. Un concetto, questo, rimarcato da Emilio Izzo – che alla stazione ha esposto uno striscione molto eloquente – e da Giovancarmine Mancini, esponente dell’ufficio politico nazionale dei Sovranisti.

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