Pubblicato: martedì 25 luglio, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Incendi: il Molise va a fuoco, Frattura va in gita a Sepino. Su Facebook, gli insulti di Ioffredi

di PASQUALE DI BELLO

Ha destato sconcerto e indignazione nella pubblica opinione l’ennesimo atto di arroganza, superbia e insolenza del presidente Frattura che, con un senso del dovere pari allo zero e un senso delle istituzioni ampiamente sotto, ieri, mente il basso Molise andava a fuoco, ha preferito starsene nella fresca e ridente città di Sepino al riparo da cenere, fiamme, fumo e pericolo. Le immagini che lo ritraggono, ce lo mostrano nella consueta posa da pic-nic grazie alla quale è riusicito ad infinocchiare gli elettori molisani. Strade bloccate, Fiat evacuata, area industriale in fiamme, Guglionesi presa d’assedio dalle lingue di fuoco, ferrovia interrotta per ore, autostrada chiusa, Tremoli sotto choc per la tetra nube di fumo che si alzava all’orizzante e lui, il pressidentissimo, l’uomo che aveva raccontato ai molisani che questo governo regionale sarebbe stato il migliore tra tutti, mentre tutto questo accadeva ha preferito rendere omaggio a Santa Cristina la cui ricorrenza a Sepino è tradizionalmente oggetto di festa.

Col passare delle ore la sua assenza ha generato un vero e proprio moto di rabbia tra i cittadini, disappunto che ha trovato sfogo sui social network dove i commenti al vetriolo nei confronti del governatore si sono sprecati. Nessuno si aspetta azioni eroiche da questa classe dirigente cresciuta a pappette e merendine, tuttavia pretendere comportamenti che escludano il ridicolo, il grottesco e l’offensivo è il minimo che ci si possa attendere da chi rappresenta una intera comunità. Ma Frattura non è restato solo in questa pessima commedia interpretata da attori a fine carriera. Il direttore della Protezione civile, ad esempio, Giuseppe Pitassi, alla legittima indignazione dei cittadini faceva seguire liguacce e commenti sarcastici. Il Consigliere delegato alla Cultura, tale Nico Ioffredi, sottratto momentaneamente alla sua vita politica felicemente minerale, così si è espresso: “I bagliori di un incendio e le luci della ribalta sono cose differenti. Sciacalli”. Con questo riferendosi, evidentemente, a chi in quelle drammatiche ore, giornalisti e operatori, attraverso immagini riprese da tutti i telegiornali nazionali, dava conto ai cittadini di quanto stesse accadendo, fornendo quelle informazioni preziose delle quali sui siti istituzionali di Regione e Protezione civile non vi era la benchè minima traccia. In questa grottesca commedia, un ruolo lo ha avuto anche il Consigliere delegato alla Protezione Civile, il comunista Salvatore Ciocca, il quale, semplicemente, come la temperatura di Bolzano alle previsioni del tempo negli anni ‘70, non è pervenuto. La imbarazzante inadeguatezza e la vergognosa supponenza di una classe dirigente ormai in scadenza, è emersa ancora una volta in tutta la sua amara e tragica realtà. La regione va a fuoco, ma non è affar loro. In compenso, mentre loro ridono, tutta Italia ringrazia chi in quelle drammatiche ore, come sempre, era presente.

1 Commento
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  1. Siviero Antonietta ha detto:

    Non bagliori di incendio, ma, fiamme altissime che hanno divorato in brevissimo tempo di tutto e di più. Le luci della ribalta, a sipario chiuso si spengono; quel che resta è la bravura degli attori o la delusione per esordienti da strapazzo e soubrettine alla ricerca di notorietà. Errore madornale, grossolano e privo di ogni savoire faire politico, paragonare le luci e le fiamme. A lor signori rivolgo l’invito a visitare le nostre case, il lavoro di una vita distrutto in pochi minuti dalla forza divoratrice del fuoco e non da tremuli begliori. Con un mea culpa potrebbero ancora riguadagnarsi un pò di stima risarcendoci danni materiali e morali. Se respirassero un pò dell’aria che stiamo inalando noi da oltre 24 ore, sicuramente si affretterebbero a cambiare strada. Le grandi luci della ribalta, una volta sceso il sipario sono solo un ricordo, un’illusione e niente più. Ah se fossi foco!!! Antonietta Siviero

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