Pubblicato: giovedì 18 maggio, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Sanità, un anno fa la grande manifestazione. Frattura continua l’opera di demolizione del sistema pubblico

di PASQUALE DI BELLO

18 maggio 2016 – 18 maggio 2017. E’ passato esattamente un anno dalla imponente manifestazione che portò in piazza seimila persone a difesa del sistema sanitario pubblico di qualità. Un appello inascoltato, quello dello scorso anno, che dopo 365 giorni suona ancora più drammatico vista la pervicace opera di smantellamento del sistema pubblico portata avanti dal presidente della regione e commissario ad acta Paolo di Laura Frattura. Il suo Piano operativo, scritto a quattro mani insieme all’ex direttore generale della Salute, Marinella d’Innocenzo, e sotto la scure degli occhiuti ragionieri del tavolo tecnico romano nonché del sub commissario Gerardo Di Martino, spedito da Roma in Molise e che, dal giugno 2015, costa ai molisani la folle cifra di 14mila e 600 euro al mese per vigilare sul piano di rientro del Molise dal debito sanitario. Il paradigma di come è quanto la misura sia colma, è proprio questo: paghiamo un signore il cui compito è tenere i rubinetti chiusi ma lo facciamo, in pratica, come se pagassimo l’idraulico per controllare la rete e poi lo autorizzassimo a sfasciare le tubature. Ma questo, tra i tanti, è solo uno degli sfasci. Quello definitivo e mortale, a dimostrazione di un anno trascorso da Frattura nella sordità presuntuosa e imbarazzante ad ogni appello, è la demolizione del servizio pubblico in favore di quello privato. Dalla gestione dei posti letto alla chiusura e trasferimento di reparti e specialità, dalla inefficace o nulla organizzazione della medicina sul territorio alle transazioni milionarie con gli operatori del settore, dal declassamento delle strutture alla misteriosa e tuttora oscura integrazione tra Cardarelli e Cattolcia, la scelta di Paolo di Laura Frattura a favore dei privati è sotto la luce del sole. La marcia organizzata un anno fa dal Forum per la Sanità pubblica per Frattura è stato l’equivalente di una corsa campestre. Peccato però che il passo dal campo al camposanto sia breve per i cittadini, oltre che un pericolo concreto. Provate (si fa per dire) a farvi venire un Ictus per capire concretamente di cosa stiamo parlando. Ultima tra le marce a scarponi chiodati di Frattura sul sistema sanitario pubblico è quella che va dal Vietri di Larino al San Timoteo di Termoli. Da qualche giorno l’ospedale frentano è stato spogliato del servizio di day hospital oncologico, trasferito con un semplice oplà da Larino a Termoli. “Una azione di smantellamento e una scelta nefasta”, ha chiosato il consigliere regionale Totaro.

E’ passato un anno e di questo anno già esiste  un monumento ai caduti. Simbolo dello scempio perpetrato è l’ospedale Cardarelli di Campobasso ridotto, nonostante la meritoria opera del personale medico, ausiliario e amministrativo, in un colabrodo dove solo qualche giorno fa è andata via la luce, senza tornare per lunghissimi minuti,  col rischio che qualcuno invece di rivedere accese le lampadine finisse per vedere direttamente la luce eterna.

 

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Editorialista Pasquale Di Bello - Direttore responsabile Manuela Petescia

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