Pubblicato: domenica 14 maggio, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Agnone. Il sindaco Marcovecchio: così non va, gli ospedali di area disagiata deve gestirli il ministero

Per ottenere l’effettivo riconoscimento dell’ospedale di area disagiata, l’unica cosa da fare è quella di togliere di mezzo la Regioni e affidare la gestione direttamente al Governo, con regole chiare per tutti. Questa in estrema sintesi la proposta del sindaco di Agnone Lorenzo Marcovecchio per far sì che i benefici per il Caracciolo non restino solo sulla carta. Finora, infatti, le risposte da parte della Asrem sono ritenuti tutt’altro che convincenti: “Le Regioni dovrebbero spogliarsi degli ospedali di area disagiata, dovrebbe passare sotto la diretta gestione ministeriale. In questo modo le Regioni avrebbero il vantaggio economico di non dover finanziare queste strutture. Noi pensiamo ad Agnone, ma ce ne sono 56, quindi sono tante le regioni interessate. Il Ministero potrebbe così produrre una normativa unitaria e un finanziamento mirato. In fondo se gli ospedali sono di area disagiata è perché il Governo non crea infrastrutture e quindi mantiene l’area disagiata. Sarebbe una sorta di compensazione per i mancati investimenti”. Un riforma del genere – ha precisato il primo cittadino – è tuttavia complessa e richiede comunque tempo. Non a caso nell’immediato si battono altre strade. Finora sono state presentate due interrogazioni al ministro Lorenzin, ma l’attenzione di amministrazione, comitati e cittadini è tutta concentrata sul ricorso al Tar Molise che sarà discusso il 24 maggio: “Aspettiamo con ansia e preoccupazione – ha detto ancora Marcovecchio – perché è una sentenza e ci rimettiamo alla decisione dei giudici su quello che per noi è un diritto sacrosanto e in forza di ragioni che crediamo possano trovare un riscontro positivo. Del resto il riconoscimento di ospedale di area disagiata c’è stato, adesso bisogna riempirlo di quei contenuti, così come fatto in altre regioni. Io faccio sempre l’esempio del vicino Abruzzo: l’ospedale di area disagiata di Castel di Sangro ha tutta una serie di servizi, anche in più rispetto a quelli previsti dal decreto ministeriale 70, cosa che invece per Agnone sembra non dover essere. Siamo consapevoli che non potremo più tornare a quello che era un tempo l’ospedale di Agnone, ma in forza di ciò che ci è stato riconosciuto pretendiamo che vengano adottati e rispettati gli impegni stabiliti con decreto”.

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