Pubblicato: giovedì 20 aprile, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Le associazioni: “La legge sull’Egam va modificata. Troppi soldi e troppi interessi, rischio privatizzazione. Delusi da Lattanzio e Monaco”.

«La legge che istituisce l’Egam e che è stata approvata in maniera fortunosa è confusa e lascia aperta la porta ai privati nella gestione idrica» lo ha detto Marcella Stumpo che rappresenta la Fondazione Milani, ma che ha tenuto una conferenza stampa a nome anche di altre tre associazioni e cioè il Forum nazionale Movimento per l’acqua, Rap Molise e il comitato acqua bene comune. Tutte unite nella battaglia per chiedere al consiglio regionale di modificare la legge appena approvata. «Non siamo stati mai ricevuti nonostante avessimo chiesto un’audizione, c’è stata una chiusura totale a qualsiasi dialogo» ha commentato la Stumpo che ha fatto notare come sia stata tradita la volontà dei cittadini che sei anni fa nel referendum avevano scelto per una gestione pubblica dell’acqua. «Non ci sentiamo tutelati, con questa legge non c’è nessuna garanzia che il privato non entri» ha dichiarato. “Non sono stati discussi gli emendamenti nei quali si chiedeva di affidare il servizio idrico integrato a un’azienda speciale di diritto pubblico, che è totalmente sottoposta giuridicamente al diritto pubblico e impedisce l’ingresso dei privati. Chiediamo che la legge venga ritirata o comunque modificata. Deve essere detto chiaramente che sarà previsto un comitato di controllo e di partecipazione dei cittadini che garantisca un’assoluta trasparenza e una possibilità di intervento dove c’è qualcosa che non va nella gestione. Chiediamo che si modifichi lo statuto di Molise Acque e si preveda di affidare la gestione dell’acqua all’azienda regionale che già esiste” ha spiegato Marcella Stumpo.

I comitati, poi, si sono detti contrari alla tariffa unica perche esistono comuni virtuosi con poca dispersione di acqua e comuni meno virtuosi come ad esempio Campobasso che ha perdite nella rete del 60 per cento. «L’acqua tocca le tasche di tutti, non ci può essere una speculazione politica su questo tema» ha aggiunto la Stumpo. I movimenti pensano a una mobilitazione, ma per ora insieme all’avvocato Massimo Romano si sta studiando la possibilità di presentare un ricorso, e poi si sta cercando di capire se si può seguire la strada del referendum abrogativo della legge come proposto da Scarabeo e Totaro. Decisiva nell’approvazione della legge è stata l’astensione di Nunzia Lattanzio, che Frattura potrebbe ricompensare con la nomina ad assessore. «Siamo rimasti stupiti dal suo non voto – ha spiegato la Stumpo – perchè quando ci ha ricevuti ci aveva detto che era contraria alla legge e alla privatizzazione dell’acqua». I comitati poi si sono detti «fortemente delusi» dal voto favorevole di Filippo Monaco. «Per noi è stato un grosso colpo e una grossa delusione, ha tradito il mandato dei cittadini. Ci auguriamo che con le prossime elezioni la rappresentanza di Termoli in Regione possa cambiare» hanno concluso.

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