Pubblicato: venerdì 31 marzo, 2017 - Tempo di lettura: 4 min.

L’a b c del mercato deve valere anche in politica

di ADELE FRARACCI

Un qualsivoglia prodotto ha, innanzitutto, un valore di uso, insomma ha un suo senso se serve e viene utilizzato in maniera adeguata, rispondente, efficace. Quando non serve più, si getta; se e’ difettoso, si sostituisce; se è costoso, lo si valuta scrupolosamente, soppesandone i benefici rispetto alla spesa da affrontare. Insomma, le inesorabili o sofistiche leggi del mercato poggiano innanzitutto su questa elementare regola, autentico a b c, e così anche quelle del mercato del lavoro, mercato cosiddetto atipico dato che la merce e’ costituita non da oggetti ma da soggetti, da lavoratori e lavoratrici. In questa fase storica, tra l’altro, proprio questo settore del mercato si sa quanto sia spietato, cinico e refrattario alle passate garanzie, sicché instabilità, precarietà, abbassamento salariale e anche peggio rappresentano ormai una costante, tanto da opacizzare i confini nazionali e spingere giovani e meno giovani ad illuminarli all’estero. Ma quali sono le categorie di lavoratori che sembrano sfuggire alle leggi del mercato in Italia? I politici e quei settori burocratici a essi collegati e che in gran parte sono costituiti da persone messe lì , anche a tempo indeterminato, proprio dai politici. Questo è stato il meccanismo perverso, per cui una decadenza, la politica, ha abbracciato un’altra decadenza, la burocrazia e ciò rappresenta oggi il grande scotto che l’Italia sta pagando in termini di competitività e di tenuta democratica; un paese, il nostro, non a caso fotografato con scatti nitidi e oggettivi: cicisbeismo, incompetenza, illegalità diffusa e corruzione elevatissima, assenza di un corredo etico. In Italia ci sono questi scatti che sopravanzano al punto da nauseare, ma ci sono anche istantanee diverse, fatte di resistenza, di competenza, di conoscenza, di spessore etico, di creatività, di profonda coscienziosità. Come possono queste ultime sopravanzare rispetto alle prime e rimettere in moto un circolo virtuoso? Giacche’ il cittadino poco o nulla può fare direttamente contro quei decadenti settori burocratici collegati alla politica, può incidere invece direttamente sulla politica, quantomeno da elettore consapevole. Partendo dalla politica si può poi procedere a tagliare rami secchi nelle amministrazioni e a bonificarle di zavorre inutili e dispendiose. Il cittadino come legge da consumatore le istruzioni per l’uso di un qualsivoglia prodotto che acquista, in modo da sapere esattamente come impiegarlo, così dovrebbe fare per il politico che elegge. Nel caso in cui è stato negli ultimi tempi piuttosto disattento e affaccendato in altro e non concentrato sulla politica o indifferente ad essa, il cittadino-consumatore recuperi l’a b c che il mercato impone e cerchi di informarsi miratamente. Deve saper leggere attentamente e scrupolosamente, non limitandosi ai curriculum vitae istituzionali, quelli patinati e pubblicizzati dalla ditta con slogan edulcorati ed autoreferenziali – bene si sa che pure i salami peggiori vengono spacciati per ottimi dai loro produttori e comunque al limite sul mercato i salami scadenti quantomeno costano meno, a differenza del costo standardizzato e omologato in alto dei politici, che vengono iperpagati tutti, che siano onesti o no, validi o no, utili o no. Per i politici sembra cioè non valere, inspiegabilmente, la regola del salame e paradossalmente neppure quella che si applica ai lavoratori. Bisogna perciò ascoltare le loro parole, prestare ad esse attenzione per capire cosa dicono impappinandosi o svuotandole un secondo dopo con le loro maldestre azioni – e ciò accade pure in assenza delle iene, volendo sposare appieno la causa del preconfezionamento di questo genere di programma: mitiche restano, a prescindere, le figuracce; un autoreferenziale evento organizzato a circa 70 mila euro da Cotugno vale quanto i provoloni delle iene a Iorio, le consulenze ai sindaci e amministratori paesani vari dati dall’attuale giunta valgono quanto una puntata su Facciolla, con una differenza: almeno le iene fanno ridere, rispondendo efficacemente al valore d’uso che giocano sul mercato, mentre le ‘figuracce’ dei politici sono fuori da tutto, ad iniziare dal mercato. Onde evitare il perpetrare di questo genere figuracce, con annesso impoverimento collettivo in termini economici, di democratica rappresentanza e di intelligenza, a questo giro i candidati devono essere carta conosciuta e devono dimostrare il loro senso, ossia bisogna appurare se servono davvero e se lavorano in maniera adeguata e rispondente al loro valore di uso. Se si ricandidano gli stessi che non sono serviti , si devono gettare, se difettosi, si devono sostituire. Che questo giornale, secondo il valore di uso di un’informazione libera e oggettiva, dia a puntate il Cv sintetico e imparziale di ciascun attuale inquilino del Consiglio regionale! Si inizi dal mercato locale, per dettare semplicemente la regola abc e concorrere a far risparmiare e anzi a far intascare ricchezza ai cittadini, nel segno dell’emancipazione e del rispetto della regola di mercato con annessi costi/ benefici per ciascuno e per tutti. Tagliare o non tagliare, questa è la questione…da chi iniziare?

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