Pubblicato: mercoledì 11 gennaio, 2017 - Tempo di lettura: 7 min.

Massoneria, cosa succede in Molise? Dalla ricostruzione post sisma allo Zuccherificio la lunga mano dei grembiulini molisani

massoneria-moliseMICHELE MIGNOGNA

Stando alle ultime notizie di cronaca, ciò che fa discutere i molisani non è la gravità delle azioni di Giulio Occhionero e sua sorella Maria, spioni per conto di qualcuno, non sappiamo se di origini molisane ma con il Molise, almeno Giulio ha avuto a che fare, ma andiamo con ordine. Quello che fa discutere appunto è se questi due sono molisani oppure no, ma in Molise la Massoneria cosa fa? Dove si nasconde?

In Molise la Massoneria cresce più che in altre regioni, solo nel 2015 i nuovi affiliati registrati sono stai 363, con l’età media che cala sempre più, il quaranta per cento circa, sotto i quarant’anni, alla nostra regione va la palma d’oro per proselitismo. In Molise sono presenti tre logge legate al Grande Oriente D’Italia rispettivamente la Nuova Era 771 con sede a Larino, la Loggia Ernesto Saquella 1366 di Campobasso e la Loggia Ernesto Nathan di Termoli. Su questa di Termoli ci sono alcune indiscrezioni che la vorrebbero praticamente in sonno, una condizione cioè di non operatività per un problema legato alla gestione ed alla nomina del locale Gran Maestro, che ha innescato una lotta intestina tra due fazioni che si contendono il controllo, anche se da ultime notizie attinte, sembra che ci sia la convergenza su un nome che ha anche responsabilità di governo cittadino, ma prima di trovare l’accordo, voci bene informate dicono che proprio Giulio Occhionero fu chiamato come “commissario di Loggia” per cercare di dirimere la contesa tra i due gruppi in lotta.

Oggi la Massoneria molisana siede comodamente su tutte le poltrone di comando di questa regione, dai vertici politici ai vertici sanitari, dai consumatori di soldi pubblici e finti imprenditori privati alla sanità pubblica e privata, fanno corpo unico. Genitori, figli nipoti e parenti tutti uniti da un unico scopo che è quello di fare soldi, come non interessa, l’importante è farli. “E’ inutile girarci intorno – dice la nostra fonte per ovvi motivi riservata – oggi il Molise gira intorno ad affari ben visibili, si gioca una partita importante intorno alla sanità e ai trasporti, c’è in gioco il nuovo PSR con i suoi duecento e rotti milioni di euro a disposizione, vicenda Zuccherificio ed ex GAM insomma tanti soldi in gioco e le logge regolari presenti sul territorio sicuramente non se li lasciano sfuggire”. Politici, ingegneri, architetti, imprenditori e alti dirigenti del Molise, queste le figure che oggi compongono la Massoneria, una massoneria che non è più quella di una volta, oggi è molto più aggressiva, produce dossier e false accuse, opera agilmente tra le forze di polizia e della giustizia, insomma, i grembiulini molisani, nonostante i detrattori che usciranno dopo questo articolo, ovviamente massoni, stanno facendo il bello e il cattivo tempo. Siedono in consiglio regionale e in quello provinciale, siedono nei comuni e nei settori chiave della pubblica amministrazione e lo scenario dell’attuale consiglio regionale, cosi come composto, ne è la cartina di tornasole. Fatti questi che nessuno confermerà, ci mancherebbe, ma come dice la nostra fonte “provate a leggere tra le righe cosa sta accadendo a livello economico in Molise, provate a indagare più a fondo sugli incarichi assegnati, in regione e nei comuni, provate a vedere e a informarvi sul consiglio comunale di Termoli e di Campobasso, solo in questo modo troverete le risposte del perché in Molise, la Massoneria piace sempre più. È chiaro che in questo contesto, si cerca in ogni modo di garantirsi, un esempio pratico sono le elezioni in regione e nei comuni più grandi, è chiaro che se un fratello massone si candida viene eletto per garantire e difendere taluni interessi…”

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La presenza dei grembiulini, dunque, è forte anche in Molise ma più che indagare l’ambito prettamente massonico, è interessante indagare l’aspetto politico che apre scenari curiosi sui locali liberi muratori.

Il risveglio in grande stile della Massoneria molisana si è registrato durante la ricostruzione post sisma, allorquando un gruppo di persone mise mani e piedi nell’affare, ma che in questa regione ci si ricorda dei fatti di secoli fa mentre quello che accade in questo secolo facciamo sempre finta di dimenticarlo. Ebbene ricordate lo scandalo Protezione Civile? Inquisiti e arresti a rotta di collo per imbrogli, più o meno gravi, nei quali erano coinvolti i vertici della Protezione Civile italiana?

Sullo scandalo che ha coinvolto i vertici della Protezione Civile, abbiamo scoperto che quella che venne (o viene?) chiamata loggia P3 – protagonisti Verdini e Carboni – operava indisturbata anche in Molise. Referente di eccezione quel famoso ingegnere Claudio Rinaldi, soggetto attuatore di quasi tutte le opere pubbliche del Molise in quel periodo. Indagato a Roma per abuso d’ufficio e a Firenze per corruzione e in Molise per turbativa d’asta.

Cosa c’entra Rinaldi con il terremoto molisano? C’entra e come, infatti, tutti sanno che il comune fortorino è l’unico a essere stato ricostruito perché sotto la gestione diretta della Protezione Civile, tanto che lo stesso Bertolaso è cittadino onorario di San Giuliano. E qui iniziano le stranezze. Come dichiarato anche dalla Corte dei Conti, Rinaldi, in qualità di Soggetto Attuatore, è stato autorizzato anche ad assumere personale tecnico specializzato (quattro unità) e ad avvalersi di sei unità del Servizio integrato infrastrutture e trasporti Campania-Molise.

 

Già in questo c’è una pesante irregolarità. Inizialmente Rinaldi era stato nominato Soggetto Attuatore soltanto per l’area di San Giuliano di Puglia (per “l’espletamento delle attività connesse con la realizzazione degli interventi e delle opere di ricostruzione inerenti al Comune”), ma ben presto ha assunto la qualità di soggetto attuatore per la realizzazione di tutti gli interventi e le opere di ricostruzione inerenti l’intero territorio della provincia di Campobasso. Segnalato da chi? Da Verdini e Carboni che avevano in Molise un ottimo rapporto con la politica.

 

In più ha avuto anche la possibilità di progettazione e realizzazione di interventi di edilizia, qualora delegato dalle amministrazioni comunali della stessa provincia. E proprio per questi “nuovi incarichi” altro personale: “è stato autorizzato ad avvalersi di sei unità di personale del Servizio integrato infrastrutture e trasporti Lazio-Abruzzo-Sardegna e ad acquisire la disponibilità di una sede logistica idonea per la struttura di titolarità; è stata, altresì, concessa l’apertura di una contabilità speciale di tesoreria intestata allo stesso Soggetto Attuatore”.

 

Un potere enorme non solo nelle mani del singolo Rinaldi, ma nelle mani di una confraternita organizzata per far soldi sfruttando posizioni personali, amicizie particolari, e una forte influenza sui governi locali, originati proprio dall’appartenenza comune alla loggia massonica P3.

A conferma di tutto ciò c’è anche un fatto che in pochi conoscono, Il 6 dicembre del 2002, nel pieno del sisma che ha colpito il basso Molise, a San Giuliano di Puglia ci fu un incontro tra gli amministratori locali e i vertici della Massoneria italiana, del Grande Oriente d’Italia, la delegazione era composta dai Gran Maestri Aggiunti Massimo Bianchi e Mario Misul, dal Primo Gran Sorvegliante Saverio Mitidieri, dal Consigliere dell’Ordine (e membro di Giunta del Goi) Mauro Lastraioli, dal presidente del Collegio Circoscrizionale di Abruzzo-Molise Guerino Diomede, dal Fratello Guglielmo Di Burra, Maestro Venerabile della Loggia “Ernesto Saquella” di Campobasso e dal Fratello Agostino Presutti, della stessa Officina.

 

Parliamo dei massimi vertici della massoneria legata al Grande Oriente, che giunti nell’area disastrata hanno preso subito visione della grave situazione del paese, visitando anche la nuova scuola costruita con l’intervento di “Un aiuto subito”, promosso dal “Corriere della Sera” e Canale 5. Subito dopo hanno incontrato Antonio Borrelli, all’epoca sindaco del piccolo comune fortorino, al quale il Gran Maestro Aggiunto Bianchi ha espresso la massima disponibilità del Grande Oriente d’Italia a fornire un aiuto concreto alla cittadinanza attraverso la fornitura di attrezzature tecniche per la scuola o a favore di anziani o, ancora, con iniziative particolari finalizzate ai disabili. Il gesto ovviamente fu sollecitato dalla massoneria locale, che fece in modo di firmare con l’allora gran maestro del GOI, Gustavo Raffi, una lettera d’intenti che riportava la somma sulla quale San Giuliano poteva fare affidamento e successivamente elargita dai fratelli massoni.

 

PS dopo aver letto questo articolo verranno fuori una serie di detrattori, che tenteranno di smontare quanto scritto, le informazioni per questo articolo ci vengono direttamente da una fonte interna e sono notizie dirette, per cui respingiamo sin da ora tutte le accuse di follia, pazzia, complottismo e dietrologia e invitiamo i futuri detrattori ad argomentare con i fatti le loro (future) accuse.

 

 

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1 Commento
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  1. Pio BARTOLOMEO ha detto:

    Niente di quanto contenuto in questo articolo suscita stupore. Che il livello della nostra classe dirigente sia questo, è palese. Quello che invece sconforta, sarà la reazione sonnolenta e distaccata dell’opinione pubblica, che non si capisce, se distratta o collusa…. Ce lo meritiamo, noi Molisani, popolo appecoronato.

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